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.: IMPIANTI FOTOVOLTAICI GRID CONNECTED

 

La famiglia degli Impianti Fotovoltaici Connessi alla Rete (Grid Connected) identifica quelle utenze elettriche già servite dalla rete nazionale in AC, ma che immettono in rete la produzione elettrica risultante dal loro impianto fotovoltaico, opportunamente convertita in corrente alternata e sincronizzata a quella della rete.

 

Gli impianti di questo tipo sono di recente adozione. I principali componenti di un impianto fotovoltaico connesso alla rete sono:

  • Sistemi di montaggio ed aggancio dei moduli fotovoltaici;

  • Campo fotovoltaico, deputato a raccogliere energia mediante moduli fotovoltaici disposti e collegati opportunamente;

  • Inverter, deputato a stabilizzare l'energia raccolta, a convertirla in corrente alternata;

  • Quadristica di protezione e controllo, da situare in base alle normative vigenti tra l'inverter e la rete che questo alimenta.

Questo tipo di impianti, grazie alle incentivazioni stabilite dai paesi ratificanti il Protocollo di Kyoto, e concretizzatesi in Italia con il cosiddetto Conto Energia (contributo in forma di tariffa incentivante sul kWh prodotto), hanno avuto un aumento di interesse e di applicazioni.

 

La potenza nominale di un impianto fotovoltaico si misura con la somma dei valori di potenza nominale di ciascun modulo fotovoltaico di cui è composto il suo campo, e l'unità di misura più usata è il chilowatt picco (simbolo: kWp). La superficie occupata da un impianto fotovoltaico è in genere poco maggiore rispetto a quella occupata dai soli moduli fotovoltaici, che richiedono, con le odierne tecnologie, circa 7 m²/kWp per il monocristallo e circa 9 m²/ kWp per il policristallo, ai quali vanno aggiunte eventuali superfici occupate dai coni d'ombra prodotte dai moduli stessi, quando disposti in modo non complanare.

 

Negli impianti su terreno o tetto piano, infatti, è prassi comune distribuire geometricamente il campo su più file, opportunamente sollevate singolarmente verso il sole, in modo da massimizzare l'irraggiamento captato dai moduli. Queste file vengono stabilite per esigenze geometriche del sito di installazione e possono o meno corrispondere alle stringhe, ovvero serie, elettriche stabilite invece per esigenze elettriche del sistema.

 

In entrambe le configurazioni di impianto, ad isola o connesso, l'unico componente disposto in esterni è il campo fotovoltaico, mentre regolatore, inverter e batteria sono tipicamente disposti in locali tecnici.

 

.: Impianti BIPV

Tra gli impianti grid connected particolare attenzione è riposta nei BIPV (Building Integrated PhotoVoltaics), ovvero Sistemi fotovoltaici ad alta integrazione architettonica. Che si ottiene posizionando il campo fotovoltaico all'interno del profilo dell'edificio che lo accoglie.

 

Le tecniche sono principalmente tre:

  • Sostituzione locale del manto di copertura (es. tegole o coppi) con un rivestimento idoneo a cui si sovrappone il campo fotovoltaico, in modo che questo risulti affogato nel manto di copertura;

  • Impiego di tecnologie idonee all'integrazione come rivestimento di arti, facciate, coperture;

  • Impiego di moduli fotovoltaici strutturali, ovvero che integrano la funzione di infisso, con o senza vetrocamera.

I costi per ottenere un impianto BIPV sono più alti rispetto a quello tradizionale, ma il risultato estetico è pregevole che la normativa del Conto energia li tutela e valorizza.

 

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Gli impianti fotovoltaici sono generalmente suddivisi in due grandi famiglie: impianti ad isola, o stand-alone, e impianti connessi alla rete, o grid-connected.

 

Impianti Stand-Alone

Impianti Grid Connected

 

 

 


 

 

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