La natura non fa nulla di inutile

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.: CENTRALI AD ENERGIA MAREOMOTRICE

L'energia mareomotrice è quella ricavata dagli spostamenti d'acqua causati dalle maree, che in alcune zone del pianeta raggiungono i 20 metri di ampiezza verticale.

Già nell’antichità si cercò di sfruttare questo tipo di energia, mediante la costruzione di "mulini a marea".

 

 

L’acqua veniva raccolta, durante il flusso, in un piccolo bacino, che veniva in seguito chiuso con una paratia. Al momento del deflusso l’acqua veniva convogliata attraverso un canale verso una ruota che muoveva una macina.

 

Oggi esistono diversi progetti di sfruttamento delle maree, che comportano metodi diversi di sfruttamento dell’energia:

  • Sollevamento di un peso in contrapposizione alla forza di gravità;

  • Compressione dell’aria in opportuni cassoni e movimentazione di turbine in seguito alla sua espansione;

  • Movimento di ruote a pale;

  • Riempimento di bacini e successivo svuotamento con passaggio in turbine. Quest’ultimo sembra dare i migliori risultati nell'effettivo impiego, e in Francia, nei pressi di Saint-Malo, esiste un grosso impianto di questo genere.

Il problema più importante che si contrappone allo sviluppo di tale tecnologia resta comunque lo sfasamento tra massima ampiezza di marea disponibile (la cui cadenza è prevedibile sulla base delle fasi lunari e solari) e domanda di energia nelle ore di punta.

Infatti nei giorni di insufficienza nell'afflusso d’acqua la produzione di elettricità cesserebbe.

 


 

Principali tipologie di centrali idroelettriche:

 

Moto Ondoso

Acqua Fluente

A Caduta

Mareomotrice

       

Maremotrice

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